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lunedì 24 novembre 2014

MILLE LUCI ED UNA STELLA......MICHELIN

Tra  le mille luci del Gavi Light Box che hanno illuminato i festeggiamenti dei 40 anni della DOC a Gavi,  oggi brilla anche una stella.
Massimo Mentasti
chef de La Gallina
Massimo Mentasti, del ristorante La Gallina, a 31 anni appena, da pochi giorni ha ottenuto una meritatissima stella Michelin e ricorda: 
"A fine agosto, per il Gavi Light Box, di certo non potevamo ancora sapere quello che sarebbe accaduto a distanza di un paio di mesi
Partecipare a questo evento è stata una nuova e stimolante esperienza
un progetto valido e curato nei dettagli, straordinario perché ha saputo creare, 
tra le belle colline del Gavi, 
un'atmostefera elegante e di charme. 
Un’idea valida che senz’altro troverà sicuro riscontro".

domenica 19 ottobre 2014

FRANCISMAD," IL MONDO E' A COLORI MA LA REALTA' E' IN BIANCO E NERO"


Francesca Maddaloni, in arte FrancisMad, è una fotografa alessandrina decisamente talentuosa, con all’attivo centinaia di scatti che racchiudono il suo amore per la terra piemontese e un’impostazione decisamente introspettiva del suo lavoro. Vincitrice di numerosi contest, quali “Watch me” di Vogue, “Racconta la tua Roma” e “Lavoro, tu come lo vedi?” di La Repubblica, Francis ci racconta il suo viaggio continuo nel mondo del digitale, non senza lasciarsi guidare da una vena tradizionalista e romantica.


martedì 12 agosto 2014

ALBERTO ROCCHI. THE KING OF GAVI-STYLE RISOTTO



Writing about Alberto Rocchi, Alberto Rocchi, the king of Gavi-style risotto, was not easy. 
However, describing his dishes and reviewing his restaurant is, given its 40-year history as one of the most celebrated purveyors of traditional Piedmont cuisine in Italy and across the globe. 
When someone says Gavi, you immediately think of his restaurant “Cantine.

lunedì 4 agosto 2014

ALBERTO ROCCHI. IL RISOTTO AL GAVI


Scrivere di Alberto Rocchi, il re del risotto  al Gavi, non è stato facile. 
Raccontare dei suoi piatti e del suo ristorante è invece cosa semplice, visto che oltre ad aver una storia di quarant'anni, è anche uno dei luoghi più rinomati della ristorazione tradizionale piemontese a livello nazionale ed internazionale. 
Quando dici Gavi pensi subito alle “Cantine”, il ristorante.

Ho dovuto far sedimentare molto l’incontro  con Alberto Rocchi e alla fine quello che mi è rimasto, quello che da qualche tempo mi riecheggia nelle orecchie è una sua frase :
“ Oggi ci vuole meno passione e più professionalità” . 
Bum!!!. Mi ha tolto il fiato. 
 Ed ha ragione.
La passione non basta, ci vuole professionalità.

venerdì 1 agosto 2014

"L'ARTE CONTAGIOSA" DI MARINA MARIOTTI



Vorrei parlarvi di Marina Mariotti che sta girando le chiese romaniche delle provincie di Asti ed Alessandria con un ciclo di conferenze-spettacolo dedicate a Dante Alighieri dal titolo “L’Arte contagiosa”.  

giovedì 10 luglio 2014

MIMMA CALIGARIS: LA "MARGHERITA"DEI GRIGI

Quando si parla di Mimma Caligaris non si può immediatamente non far correre la mente alla squadra dei Grigi, l'Alessandria Calcio.

 Ma chi è davvero Mimma Caligaris?
"Si parla spesso di Alessandria Calcio perchè rappresenta un pezzo importante della mia vita professionale e umana,perchè quando segui una squadra la segui ovunque,la segui in ritiro,durante la settimana altrimenti non potresti raccontare i novanta minuti di una partita in maniera approfondita, diventa qualcosa di più. Sono una privilegiata,perchè faccio il lavoro che ho sempre voluto fare,sin da bambina,e come dico spesso ai ragazzi giovani,questo è il mestiere più bello che ci sia,anche se difficile,specie oggi con mille regole,molte più difficoltà a reperire le fonti. Fare un lavoro che hai scelto,che ti piace di sicuro ti aiuta ad affrontare al meglio le difficoltà e gli ostacoli che ti si pongono davanti."


domenica 6 luglio 2014

FINOTTI, L'ECCELLENZA DELLE BICICLETTE ARTIGIANALI "MADE IN TORTONA"

A duecento metri dal traguardo sono partito secco sulla sinistra del gruppo, ho disegnato davanti a tutti una curva quasi impossibile rasentando il prato a margine della strada, poi mi sono alzato sui pedali per l’ultimo spunto, quello vincente che mi ha portato a trionfare in solitaria. Si, l’anno scorso è andata proprio così”, sorride Fabio Finotti al pensiero della vittoria ottenuta nel 2013 sulle strade di casa. “Me la sogno sempre di notte questa volata”, continua, “quest’anno, invece, ci ho provato, ma non avevo la stessa gamba e sono arrivato solo 15°. Vediamo di andare meglio l’anno prossimo!!”.

L’ottimismo è la stella polare dello stile di vita di Fabio. 
“Si, è vero, oggi è sempre più difficile primeggiare”, aggiunge, allacciando la sua passione sportiva alla sua attività lavorativa, “quest’anno mi sono allenato parecchio, ma ho anche partecipato a parecchie esposizioni di settore, tutte nei fine settimana, saltando qualche gara. Per vincere devi allenarti bene almeno due, tre volte durante la settimana e correre almeno la domenica dato che al sabato sono in negozio. Il livello medio del ciclismo amatoriale è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni; la tecnologia, la preparazione atletica, l’alimentazione, l’abbigliamento: in tutti questi campi gli atleti hanno oggi una competenza adeguata”.

lunedì 30 giugno 2014

MASSIMO MARCHESE ED IL FESTIVAL EUROPEO DI MUSICA ANTICA

Quando cominci a parlare con Massimo Marchese, capisci subito che la passione per la musica filtra da ogni sua parola, da ogni suo gesto. Siamo seduti in uno dei miei caffè alessandrini preferiti, “Antonella Dolci”, ordiniamo un caffè, dò una sbirciata alla sfilza di macarons colorati che mi saluta dal bancone, e nel mentre chiacchieriamo.
Impossibile non sentirsi un pochino in soggezione, di fronte a uno dei grandi nomi della Musica Antica italiana. Non è molto conosciuto come genere musicale, mi racconta Massimo, e ammette di essere molto più famoso all’estero che “in casa propria”, in Italia. La Musica Antica ha un vastissimo repertorio, migliaia di canzoni, dal Rinascimento al Tardo Barocco, per tutti i gusti, per solista, per duetto, per ensemble.


Massimo Marchese è un grande concertista, celebre a livello internazionale, suona il liuto, sia in qualità di solista che in qualità di continuista in molteplici collaborazioni con i grandi della Musica Antica, italiana e straniera. Fra di esse, gli si illuminano gli occhi quando parla della collaborazione con Nigel Rogers, il tenore barocco più importante al mondo, il “Pavarotti della musica antica”, come lo definisce lui. Incontrato nel corso della sua formazione, vent’anni dopo ha potuto suonare con lui in parecchi concerti in giro per l’Europa, e persino sullo stesso palco dove l’aveva visto, e ammirato, per la prima volta.
Arriva il nostro caffè, lui gira lentamente il cucchiaino nella tazzina mentre mi racconta che in Italia ci sono rassegne di Musica Antica molto importanti, ma che per assurdo sono conosciute di più all’estero che qui. Ad esempio, il Festival Europeo di Musica Antica si svolge a Piovera, a pochi passi da casa nostra, eppure nelle scorse edizioni fra il pubblico c’erano pochissimi alessandrini, e al contrario c’era gente proveniente da tutta Italia e da tutta Europa. Insomma, la storia più vecchia del mondo: cerchiamo la bellezza, l’emozione, l’arte e la musica lontano da noi, quando invece non sappiamo di averla proprio sotto casa.


Ci beviamo il nostro caffè, in questo angolino di Paradiso in stile provenzale, e gli chiedo come si è avvicinato al liuto, come ha scoperto la passione per la Musica Antica. Lui sorride, e mi dice che da piccolo aveva iniziato a suonare la chitarra classica, ma che un festival ha poi cambiato la sua vita: il Festival dei Saraceni, a Pamparato, una piccola cittadina in provincia di Cuneo. Lì, al Festival di Musica Antica, chiede ai suoi genitori di essere accompagnato a un concerto di liuto, ed è amore a prima vista. Il giorno dopo è già iscritto al corso di liuto del Maestro Jakob Lindberg, un ragazzo all’epoca, ma già uno dei nomi più importanti a livello internazionale. Lindberg insegna al “Royal College of Music” di Londra, ed è proprio lì che Massimo si diploma, a 22 anni.



Dalla formazione, inizia la carriera. Non è una carriera facile, mi dice, la cultura è malpagata, e gli artisti purtroppo non godono di una categoria riconosciuta. Per fortuna, lavora come maestro elementare, e si considera privilegiato perché è un lavoro che gli permette di portare avanti la carriera musicale.
“Quali sono i tuoi prossimi progetti?” gli chiedo. E lui mi dice che proprio in questi giorni sta per partire il X° Festival Europeo di Musica Antica, al Castello di Piovera (AL), e che lui ne è il direttore artistico. Dal 29 giugno al 6 luglio, si potranno ascoltare grandi artisti come Carlo Centemeri, Claudio Massola, Elena Buttiero, Ugo Nastrucci. E l’ultimo giorno del Festival, il 6 luglio alle 21.15, suonerà anche Massimo, con Ugo Nastrucci, nel concerto “If music be the food of love... play on!”.


Mi racconta ancora che ha fissato una conferenza-concerto a Londra per il 13 settembre: lì presenterà la musica di Gabriele Fallamero, gentiluomo alessandrino del XVI secolo, musica che cerca da anni di presentare in Alessandria, senza riuscirci. L’ennesimo esempio del fatto che non sappiamo valorizzare abbastanza le nostre eccellenze, che pur ci sono, e così numerose.
Ci alziamo dal tavolo di “Antonella Dolci”, io lo ringrazio di tutto, del suo tempo, della sua gentilezza e persino del caffè che alla fine ha voluto offrirmi. Mi saluta invitandomi al suo Festival a Piovera, e io spero con tutto il cuore di poterci andare. Perché se una persona crede in quello che fa, la sua passione, il suo impegno e  il suo entusiasmo traspaiono anche solo da una semplice chiacchierata. Svelando, una volta di più, uno dei grandi amori dell’essere umano, fin dalla notte dei tempi: la Musica.
 Di Federica Ricci


lunedì 23 giugno 2014

AGO E FILO IN STILE RETRO'


 Luciana Lasagna, artista alessandrina che da sette anni si occupa di sartoria e cucito presso il Museo Etnografico La Gambarina di Alessandria. 
Luciana rivisita e  crea stoffe ed abiti d’epoca, che espone prevalentemente in occasione delle varie manifestazioni culturali organizzate dal museo. Luciana rappresenta un’eccellenza dell’alessandrino, in quanto i suoi abiti risvegliano il gusto vintage e richiamano il profumo dei mobili in legno, delle modelle dai capelli raccolti e dei merletti che cascano sui veli ricamati.


domenica 15 giugno 2014

UN ANDY RIVIENI TRA CONTAMINAZIONE ED IMMAGINAZIONE


Arte contemporanea, fantasmagoria, musica, poesia e teatro per un solo talento poliedrico: il Maestro Andy Rivieni da Francavilla Bisio. 
Un artista di successo, se per declinare il termine “successo” si fa riferimento al celebre aforisma del filosofo statunitense Henry David Thoreau: 
“c'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera”.


Da sempre pervaso da una passione straripante per l’arte in tutte le sue molteplici forme espressive, il Maestro si forma al Dams di Bologna.
 Impermeabile agli anni ’80 dei paninari, ai ruggenti yuppies, alle mode ed agli stereotipi in genere, coltiva imperturbabile il suo stile in tutte le variopinte sfaccettature, preservandolo da ingerenze esterne e da condizionamenti.
Lungi dal mecenatismo, sperimenta ed interseca negli anni varie esperienze, quasi tutte sulla linea di confine, là dove pochi osano e, come ama ripetere, 
“là dove più è difficile raccogliere il consenso delle masse blasfeme”.

martedì 27 agosto 2013

LAURA BOMBONATO: "TEATRO, CHE PASSIONE"

Reduce da un viaggio in Canada, “into the wild”, durato circa sei mesi, l’incontenibileLaura Bombonato, attrice e regista alessandrina, è tornata in città carica di energia e voglia di creare.
Subito all’opera ha messo in piedi da circa un mese la rassegna Voglia di Teatro, presso il locale Fatto Bene una Volta di via Canina, in Alessandria: “l’ho fatto innanzi tutto per me stessa – ci racconta Laura – Il teatro è il mio primo, grande amore e sentivo l’esigenza, in un’Italia sempre meno propensa alla produzione di cultura in generale e di teatro in particolare, di creare le mie occasioni. Tutti i giovedì sera quindi farò, organizzerò, vedrò teatro”. E infatti questo appuntamento fisso la vede spesso protagonista anche come regista e attrice.
In una città il cui il teatro è chiuso da tempo, pare che l’intuizione della Bombonato sia particolarmente apprezzata dal pubblico, la cui partecipazione è sempre assidua e vivace. Molti sono gli spettatori affezionati che non perdono nemmeno un appuntamento del giovedì, accomunati dall’esigenza di incontrarsi, di condividere, di aggregarsi.

martedì 20 agosto 2013

C'E' ARIA DI MUSICA...CON LUCA SERRAPIGLIO

Serrapiglio BoduaSi è da poco esibito alla Rassegna Voglia di Teatro con lo spettacolo InCantazioni del duo Boduàr, insieme a Luca Bernard, un duo nato nel 2004 che ha offerto al pubblico uno spettacolo decisamente anticonvenzionale e sorprendente fatto di suoni, parole, strumenti, poesie, musica e improvvisazioni. Oggi parliamo di Luca Serrapiglio (e un po’ anche della sua famiglia): musicista, compositore, improvvisatore, ricercatore, performer.
Luca ha solo 30 anni ma, con tutti i progetti realizzati e le esperienze vissute, potrebbe averne tranquillamente il doppio! È uno che non si ferma e ha la smania di mettersi sempre alla prova.

martedì 13 agosto 2013

A SCUOLA, UNA RICETTA PER COMBATTERE IL BULLISMO

Oggi vorrei fare le cose al contrario, vorrei scrivere alcune considerazioni ancor prima di aver visto lo spettacolo, diciamo a “scatola chiusa”.
Ho colto lo spunto riflettendo sulla triste e assurda morte di Carolina, la ragazzina quattordicenne suicidatasi perché vittima di cyberbullismo da parte dei suoi coetanei. Storie come questa ce ne sono molte, purtroppo, e molte taciute e nascoste per paura.
Gli esempi forniti dai media oggi non sono edificanti, troppo spesso assistiamo a liti e risse televisive, anche nei programmi destinati ai giovani e, intanto, gli episodi di bullismo e di violenza a scuola crescono sempre di più.
Ci si chiede perché? Perché una ragazza così bella e piena di entusiasmo si uccide? Quanto è preoccupante il fenomeno del bullismo sui social network? Cosa possiamo fare per i nostri ragazzi, vittime o carnefici che siano?
Questa non è certo la sede per affrontare una tematica così delicata, ma davvero il fenomeno stia preoccupando molte famiglie. Non più tardi di qualche settimana, infatti, è stata dedicata una serata proprio a questo argomento: un momento di riflessione sul bullismo in rete, dal titoloAdolescenDay con psicologi ed e esperti del settore, che ha riscosso parecchio successo di pubblico.

lunedì 12 agosto 2013

dicono di noi....

Un grazie ai ragazzi di Monferrato Delight

http://mag.corriereal.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/inAle_logojpg-300x145.jpgSe Monferrato Delizie incontra e scrive di attività e persone in Monferrato, vi è un simile blog e la pagina facebook che fa qualcosa di molto simile in Alessandria e in Piemonte . Entrambi curiosi di condividere le nostre idee e di esperienze, ci incontriamo per una cena interessante e conviviale con il fondatore di InAle : Laura Gobbi . Una donna solare e creativa, si promuove la prima di tutte le persone che lei incontra direttamente, con un atteggiamento positivo straordinario. Insieme ai suoi collaboratori racconta storie, trasformandole in piccole fiabe in grado di rendere a tutti di sognare. Con le sue abilità di tessere in questo modo una rete che favorisce la socializzazione, e aggiunge i valori per i luoghi che visita. Dal blog si legge che è sorta una parte di un viaggio (ha viaggiato e lavorato in tutta Italia e anche a New York e Miami), attraverso le storie personali, di incontri casuali e momenti conviviali in una terra che è dura e ruvida, e allo stesso tempo caldo e accogliente quando si può penetrare nelle sue viscere, capire il suo senso e la ricchezza. sua attenzione è rivolta a ciò che è reale: il produttore locale di formaggio, o la nonna che continua a fare le tagliatelle in casa, ma anche l'uomo importante e famoso, con un sacco di potenza che si aprono se stesso e mostra il suo lato umano.

venerdì 9 agosto 2013

LA TELA DEL GRANDE RAGNO

Immagino che ognuno di noi abbia un filo rosso che parta dall'ombelico e si congiunga per qualche strana alchimia ad altri, non tutti, solo quelli che ci sono affini.

E così, ognuno di noi tesse la propria rete e segue i fili rossi che si incrociano e che portano alla scoperta di mondi, idee, persone meravigliose come spesso mi accade di incontrare.

Proprio seguendo un filo della “rete” che ieri sera ho conosciuto con: Margherita, Cristhian ed Elio.

La valorizzazione del territorio, la ricerca di storie da raccontare, l’esigenza di esprimere le potenzialità della nostra terra sono un desiderio che ogni giorno scopro essere comune a tante persone, più di quello che potessi immaginare e capita che, navigando nel virtuale scopri dei progetti reali che sono proprio fatti bene, semplici, comunicativi, con delle immagini suggestive che riescono ad esprimere la bellezza della nostra terra.

martedì 6 agosto 2013

L’Anima Nera di Lady giorno: Billie Holiday ‘raccontata’ dagli Stregatti

Stregatti 1Una rappresentazione che toglie il fiato, in cui si alternano momenti di grande pathos, drammaticità, passionalità sapientemente ritmati ed accordati dalla regia di Gianluca Ghnò.“Anima Nera”, il nuovo spettacolo dedicato alla vita di Billie Holiday, è il risultato di una coproduzione messa in scena dalla Compagnia Teatrale Stregatti e dal duo blues Soul Kitchen. L’anteprima, nello storico teatro alessandrino di San Francesco che da settembre diventerà la sede ufficiale della Compagnia, è un’esperienza emozionante, e da raccontare.
Sul palco due donne, Giusy Barone e Laura Tartuferi, danno voce e corpo alle anime di Billie Holiday: una Billie bambina e una Billie adulta, Lady.

martedì 23 luglio 2013

EZIO MINETTI E LA "TRASFORMAZIONE"


Minetti EzioTrasformazione è il titolo dell’ultima opera di Ezio Minetti, che andrà in mostra alla Galleria Pow di Torino, piazza Castello il prossimo autunno.
La sua arte è di tipo concettuale: gioca con gli oggetti, li ripensa, li ricolloca, attribuendogli un significato nuovo.
Della sua nuova opera dice: “nell’arte si è già visto di tutto e di più. La mia idea di arte è che ora più che mai bisogna trasformare, il pensiero prima di tutto. In questo preciso momento storico la trasformazione ci può essere d’aiuto per rinnovare i nostri usi e costumi, per rivalutare la necessità di un’onestà sia intellettuale che pratica di chi un tempo diceva ‘hai la mia parola’ e così era. Per la mostra di Torino, sto lavorando su materiali del periodo della prima e della seconda guerra mondiale, perché non dobbiamo dimenticare che ci sono volute delle guerre per trasformarci. In quell’occasione – aggiunge Minetti – saranno proiettati dei video e si potranno utilizzare degli occhiali speciali che servono per vedere, ovviamente”.

lunedì 15 luglio 2013

ORSI:"CON LE MIE OPERE FACCIO POLITICA"

Orsi: “con le mie opere faccio politica”. E si racconta come un fiume in piena….
    
Orsi e il primo amore non si scorda mai

Massimo Orsi, classe 1962. Professione: artista. Alessandrino di nascita, ma con una percettibile cadenza romana, strascico degli anni vissuti nella capitale dove ha iniziato la propria carriera artistica.
È da poco terminata la sua mostra personale allestita nello spazio espositivo della Libreria Mondadori. La nostra chiacchierata è iniziata quasi sottovoce: non parla di progetti per l’immediato futuro, tantomeno delle ultime opere che sta realizzando, ma, alla prima domanda, è partito come un ‘fiume in piena’.
Artista attento al mondo circostante, ha sempre focalizzato l’oggetto della propria opera sulla società contemporanea e su una presa di posizione anche politica: “Il mio lavoro ha sempre avuto, oltre ad una ricerca estetica, per me molto importante, anche un aspetto politico. Ritengo che l’artista debba essere in grado di prendersi delle responsabilità e dire ciò che pensa. Credo che l’arte debba avere un riscontro con quello che è il contingente, con la società e con il periodo storico attuale”.
Un esempio è ben rappresentato dalla serie dei lavori” DICO”, reaSull'informazionelizzati negli anni 2009 – 2010, dove esprime attraverso il mezzo pittorico il proprio pensiero, da cui trae origine il titolo: “Cercavo di esprimere il mio pensiero attraverso il mezzo che mi è più congeniale, forse la mia disillusione nasce da lì. Una società dove puoi dire di tutto e di più, ma alla fine ciò che dici non interessa a nessuno. Tutti parlano e sono convinti che ciò che dicono sia interessante, ma proprio per questa convinzione nessuno è interessato a ciò che dice l’altro. È il trionfo dell’individualismo e dell’incomunicabilità. Se pensi a Facebook, dove puoi scrivere ciò che vuoi e poi vai a vedere quanti “mi piace” ti hanno messo, diventi schiavo dell’illusione. Per avere un tuo palcoscenico, devi essere legato ad un gruppo di potere, non ce la fai da solo e, in cambio della libertà di dire ciò che vuoi, di essere amato e ammirato, c’è un prezzo da pagare sempre, e un Dio mercato da riverire e rispettare. La libertà che, sia da destra che da sinistra, ci hanno ‘imposto‘ in questi anni come il più alto valore, in realtà non esiste, è una pura illusione”.
Sappiamo tutto, sappiamo troppo, non conosciamo niente: questo il testo di uno dei DICO che rappresenta bene quanto appena affermato da Massimo Orsi. Frasi semplici e brevi con cui l’artista ha cercato di dire ciò che pensa della società in cui viviamo che, attraverso la rete, i social network, i mass media e le televisioni, ti fa credere in qualcosa  che non esiste, e che concorre ad alimentare la tua non conoscenza.
Prima dei DICO, Orsi ha sempre lavorato con un logo di sua invenzione, che ripete specularmente sui quattro lati, la sigla OK ritenuta dall’artista un luogo comune per eccellenza della nostra civiltà, usato come assenso e consenso allo stato delle cose: “l’ho sempre utilizzato in maniera interrogativa, quasi a rivolgermi e a rivolgere la stessa domanda: ma è poi vero che va sempre tutto così bene?”.
Amico fragileIl logo OK è stato recentemente ripreso nei suoi ultimi lavori esposti alla libreria Mondadori, nella mostra dal titolo significativo:” Il primo amore non si scorda mai”.
Questa serie di opere sono state realizzate ritagliando fotocopie, schizzi di progetti, disegni, tutte parte della storia di Massimo, poi inserite in un modulo che ripete il suo logo senza soluzione di continuità. Proprio l’utilizzo di un materiale così fragile, sembra suggerire – secondo Orsi – “la metafora della nostra fragilità e la precarietà dei nostri tempi”.
A proposito dei nostri tempi, come pensi che stia evolvendo l’arte contemporanea?
“Faccio fatica a vedere e parlare di evoluzione, la maggior parte delle opere che ho visto in questi ultimi anni sono completamente astruse e incomprensibili, tanto che spesso mi viene da paragonarle a dei prodotti finanziari che si chiamano “derivati”, che sono stati all’origine dell’attuale crisi finanziaria. Questi prodotti, quasi come dei rebus, conosciuti e non svelati dai pochi addetti ai lavori, basavano la loro appetibilità su una serie di scommesse, fatte sulla pelle e sull’ignoranza  di chi li sottoscriveva. Più la scommessa era rischiosa, più questi titoli producevano interessi per le banche che li avevano emessi. Mi pare, parafrasando, che questo tipo di arte sia simile ad un’ assurda scommessa. Gli artisti, invece, dovrebbero cercare una maggiore e più diretta comunicazione, questo permetterebbe una maggiore indipendenza dai poteri e da coloro che vivono grazie all’incomunicabilità dell’arte contemporanea, facendosene portavoce attraverso i loro testi critici e che, a questo punto, diventano più importanti delle opere stesse e degli stessi artisti”.
Quindi l’arte oggi non ha nulla da comunicare?
“L’arte che lo si accetti o meno è sempre figlia del proprio tempo. Questo è un periodo difficile e molto duro, tutti i valori con i quali siamo cresciuti si stanno o si sono sgretolati. Tutto ciò in cui abbiamo creduto ha mostrato il fianco. Nel secolo passato abbiamo visto un’arte critica, provocatoria, di denuncia, che metteva in mostra le contraddizioni della nostra società, oggi non penso sia più sufficiente. Bisognerebbe trovare nuovi valori e più positività, anche se, in un momento di implosione ove tutto sembra come raggelato ed immobile, è un compito, per quanto stimolante, assai arduo”.
In questo momento di grande crisi, in Alessandria si stanno sviluppando collaborazioni tra associazioni culturali di diversa natura: che ne pensi?
“Penso che associarsi possa essere una forza, una sorta di mutuo soccorso, che in momenti difficili e, in realtà provinciali e dissestate come la nostra, rappresenti un aiuto per tirare avanti, ma altrettanto non ritengo sia risolutiva per la nostra condizione. Tutta questa moda del sociale, oggi, la vedo un po’ fine a sé stessa, quasi come se qualsiasi iniziativa seguita da quella parola fosse di per sé nobilitata, e poi forse, mio malgrado, rimango ancora un irrimediabile individualista”.
Quindi che ruolo dovrebbe avere la pittura?
La pittura è un mezzo, uno dei più antichi che l’uomo ha avuto a disposizione per raccontare ed esprimersi e, nonostante la sua venerabile età, gode ancora di buona salute tutto sommato, non credo abbia esaurito le sue potenzialità insomma. Oggi l’artista contemporaneo snobba questo mezzo, ricorrendo a metodi sempre più tecnologici. La manualità e l’unicità dell’opera d’arte, intrinseci nella realizzazione di un dipinto, sono valori ritenuti ormai obsoleti e fuori moda. Io non credo sia così, anzi penso che ora più che mai sia importante recuperare quella parte riflessiva e profonda che è proprio nel fare pittorico.
Progetti futuri?
Mah, ho un’idea che mi frulla in testa da un po’ di tempo, che avevo accantonato e che ora ho ripreso: mi fa anche un po’ paura perché mi porta a cimentarmi in un campo del tutto nuovo, che non conosco. Dall’altro canto questo è ovviamente stimolante. Spero a breve di poterne parlare e mostrarvi il risultato”.
Enrichetta Duse 
http://mag.corriereal.info/wordpress/?p=14759

lunedì 24 giugno 2013

DADO BARGIONI, IL RE DEL "MELTING POP"

Bargioni DadoUn cappello sugli occhi che nasconde uno sguardo ironico, una voce calda e pulita, un modo di fare coinvolgente: le sue canzoni sono davvero“Cioccolata per le orecchie”, che è pure il titolo del suo nuovo album. Oggi parliamo di un cantautore con la C maiuscola, di cui Alessandria deve andare orgogliosa: Dado Bargioni.
Le sue canzoni toccano le corde sensibili dell’anima, le parole sono semplici e profonde, la musica è calda e avvolgente. Ma andiamo per gradi. Dado ha studiato al conservatorio, dove ha imparato a scrivere in musica e questo gli ha dato, tra l’altro, la possibilità di sostenere l’esame alla SIAE all’età di soli 14 anni, un tempo obbligatorio per poter essere iscritto.
La musica che ha influenzato il suo background va dai Beatles a James Taylor, per arrivare fino al funky degli Earth Wind and Fire.Simpaticamente definisce il suo stile melting pop (da melting pot, espressione che si usa per indicare una sorta di calderone di culture, lingue ed etnie all’interno di una società), un neologismo, “bargioniano” appunto, che definisce bene il suo stile musicale. Tanti  gli ingredienti della “ricetta Bargioni”: le sonorità rivelano una matrice anglosassone, mentre la cura per il testo e l’aspetto melodico sono indubbiamente una caratteristica del cantautore italiano più classico: “riguardo all’aspetto musicale, direi che il mio filone è border line – scherza Dado -  non sono un autore impegnato alla Tenco, ma nemmeno da classifica: non uso accordi tristi o ritmiche ammiccanti. Spero di essere una giusta miscela di entrambe le cose”.
Ma parliamo di “Cioccolata per le orecchie”, curato nei minimi particolari a partire dallaCioccofuturadirtyweb1 copertina: “Riccardo Guasco (altro artista alessandrino di cui ci occuperemo presto, ndr) ha realizzato le immagini di copertina del nuovo disco, ci tenevo che fosse proprio lui a farla. L’impatto è importante, il primo disco è uscito con una brutta grafica e questo purtroppo ha condizionato le vendite”.
Un’altra cosa che colpisce di questo nuovo album è la scelta di farlo uscire nell’originale formato USB Card, “una simil carta di credito – dice Dado – con la copertina e i credits dell’album stampati sopra, che contiene i 14 brani più una cartella di extra: testi, copertina (per un’eventuale auto masterizzazione) e anteprima del prossimo album, circa 30 secondi di 6 canzoni mixate”.
È già pronto il nuovo disco, quindi, che si intitolerà appunto Melting Pop: “ma prima dovevo far uscire Cioccolata per le orecchie, pronto già dal 2011 e rimasto nel cassetto ad affinare in barrique per circa due anni – ironizza. Dovevo chiudere il cerchio aperto nel 2009 con “L’Assaggio”. Non a caso l’ultimo pezzo dell’album è intitolato “Il cerchio perfetto”.
CardusbMusicoterapista presso il Cissaca, dove lavora con i disabili, Dado è una fonte inesauribile di produzione musicale, praticamente compone a getto continuo. Al riguardo racconta un curioso aneddoto su quando ha scritto la canzone “Star”, realizzata appositamente per il film diLucio Pellegrini “È nata una Star” (2012) con Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo: “ho letto la storia e, ispirandomi alla sinossi, ho composto una canzone e l’ho spedita al regista, a cui è piaciuta talmente tanto che, nonostante la colonna sonora fosse già stata definita e chiusa, ha voluto inserirla comunque come tema musicale del film. Tant’è vero che la Warner, produttrice del film e della colonna sonora, ha fatto uscire un singolo a parte solo con la mia canzone”.
Ma è dal vivo che Dado Bargioni conquista il suo pubblico: “ultimamente mi sto orientando verso gli home concert, ossia concerti organizzati in appartamenti privati con non più di 20/25 persone che durano circa un’ora. È molto interessante la situazione che si crea di intimo scambio di emozioni e di energie, lo leggo nel volto di chi mi sta di fronte e mi ascolta. Solo in questi contesti percepisco un’immediata empatia al messaggio delle mie canzoni, nei grandi spazi non sarebbe possibile, così come nei pub che, seppur più piccoli, risultano troppo chiassosi”.

domenica 16 giugno 2013

CHI SONO GLI STREGATTI?

Stregatti 1In una città che per fortuna non è solo dissesto e macerie, ma anche fucina di talenti che spaziano dal teatro, alla musica, alla pittura e ad altre forme d’arte, c’è una compagnia teatrale che ha così tante peculiarità, e un tale iper attivismo culturale, da meritare un serio approfondimento. E allora, proviamo ad accendere i riflettori, e a “raccontarli” a tutto tondo.
Chi sono gli Stregatti?
“Innanzi tutto siamo una squadra di professionisti- afferma Giusy Barone – con ruoli e compiti ben definiti che tengono in considerazione delle inclinazioni di ognuno di noi. Gianluca Ghnò è il nostro direttore artistico e regista, mentre ognuno di noi si è specializzato in un determinato settore in modo da avere all’interno della compagnia diverse competenze”.